Euro Balkan Film Festival 2025 – il cinema che crea ponti culturali

Dal 30 ottobre al 6 novembre 2025 a Roma si è svolta l’ottava edizione dell’Euro Balkan Film Festival, un evento che, annualmente, accoglie e sostiene la produzione cinematografica dei paesi balcanici. L’idea al centro del Festival è di mettere a contatto, attraverso il cinema, due aree geografiche e due culture apparentemente distanti tra loro ma, in realtà, fortemente legate: l’Europa occidentale e i Balcani. Ecco, quindi, che i temi presentati dai vari film riflettono le problematiche individuali e i cambiamenti socio-culturali che non possono non riguardarci tutti.
I film ufficialmente in programma quest’anno erano ventidue, tra cui figurano otto coproduzioni fra Italia e paesi quali Serbia, Albania, Bosnia, Croazia, Slovenia, Bulgaria e Montenegro, proiettati in tre cinema romani di gran rilievo: Casa del Cinema, Nuovo Cinema Aquila e Cinema Troisi. 

Mario Bova, Direttore dell’Euro Balkan Film Festival

Per questa occasione, il vostro Alessandro di FuoriAulaNetwork è andato a Roma e ha partecipato al Festival in veste di membro della giuria delle Radio Universitarie. Dopo aver visionato, per circa una settimana, proiezioni su proiezioni, la suddetta giuria ha dovuto pronunciarsi, assegnando diversi premi sia alla categoria dei lungometraggi che a quella dei cortometraggi.

Da parte della giuria delle Radio Universitarie, per quanto riguarda i lungometraggi, il film che si è aggiudicato il premio “Youth Perspective Award” è stato Fiume o morte! di Igor Bezinović, docufilm che ripercorre le vicende di Gabriele d’Annunzio nella città di Fiume alla fine della Prima Guerra Mondiale, narrate dal punto di vista degli occupati. Una menzione speciale, sempre per la categoria “Youth Perspective Award”, è stata data a Little trouble girls di Urška Djukić che tratta il delicato tema dell’adolescenza e il rapporto tra desiderio e disciplina, come vissuto dalla protagonista del racconto. Il titolo di “Best music” è stato conferito invece a The New Year that never came di Bogdan Mureşanu, per la sua capacità di armonizzare le diverse scene del film attraverso canzoni popolari e pezzi più classici, come il Boléro di Ravel. Inoltre, una menzione speciale per la musica è stata data a Mother di Teona Strugar Mitevska per l’originale caratterizzazione della vita di Madre Teresa di Calcutta sulle note di un tema rock e contemporaneo. La protagonista, pur essendo santa, non viene rappresentata come un esempio di perfezione ma, anzi, ne vengono esaltati ambizione e ambiguità; quest’ultimo, un elemento ben sottolineato musicalmente dall’uso di dissonanze. Infine, un riconoscimento alla componente musicale è stato attribuito a Wonderous is the silence of my master di Ivan Salatić per aver saputo enfatizzare le ambientazioni mistiche, all’interno della storia, con l’uso di brani folkloristici del Mediterraneo.

Il “Youth perspective award” per i cortometraggi è andato a Eraserhead in a Knitted Shopping bag di Lili Koss. Un film breve, ma intenso, su una ragazzina di dodici anni, appassionata di cinema, che ripercorre la propria vita attraversando i luoghi cinematografici di Eraserhead del grande regista David Lynch, venuto a mancare lo scorso gennaio. Una menzione speciale per la stessa categoria è stata assegnata invece ad Unspoken di Damian Walshe-Howling per aver saputo rappresentare, attraverso lo sguardo di una giovane croata e della sua famiglia, la lotta di un popolo intero per la propria integrazione all’interno di un altro Stato, in questo caso l’Australia. ll premio “Best Music” per i corti è stato attribuito a Balkan Baby di Boris Gavrilović per aver saputo coniugare, brillantemente, cultura e musica come se fossero un tutt’uno. In aggiunta, il sottofondo musicale accompagna la crescita delle protagoniste, diventando un vero e proprio ‘motivo’ di riconoscimento, oltre che di unione. Un’ultima menzione speciale è stata conferita a Majonezë di Giulia Grandinetti: in questo cortometraggio, la musica non si limita esclusivamente ad accompagnare le immagini, ma diventa un elemento narrativo essenziale, capace di scandire il ritmo e di dare forma al tempo stesso del racconto.

Essere parte della giuria delle Radio Universitarie dell’Euro Balkan Film Festival è un’esperienza unica capace di arricchire dal punto di vista sia culturale che personale. Quest’occasione mi ha permesso di entrare a contatto con altre realtà cinematografiche rispetto a quelle a cui normalmente sono abituato – e oserei dire “assuefatto” – dandomi anche la possibilità di conoscere altri appassionati di cinema. Questi due momenti mi hanno consentito di ampliare le mie prospettive su altrettanti fronti: uno propriamente filmico, l’altro più umano. In fondo, queste due dimensioni non possono che formare un tutt’uno: andare al cinema è un’esperienza collettiva, si fa assieme ad altre persone; inoltre, anche la vita stessa può essere definita in modo simile, dove i percorsi dei singoli si incrociano inevitabilmente, come capita spesso nei film.

L’insegnamento più importante che ho tratto da tutto questo è che il cinema è montaggio: unisce, non solo inquadrature, ma anche le persone. Esso crea legami, amicizie, fondate sul rispetto e sullo scambio proficuo tra individui e culture. È quello che ho vissuto stringendo rapporti con i colleghi della giuria, ed è quello che ho visto nel contatto tra l’Italia e le realtà balcaniche, rappresentato dai vari film. Riassumendo i giorni del Festival con un aggettivo, direi che è stata un’esperienza “filmica” nel vero senso della parola: mi sono sentito protagonista, assieme ai miei colleghi, di un lungometraggio durato parecchi giorni, dove ho impersonato la parte di un membro della giuria, chiamato a giudicare i film in concorso. Spesso la realtà si mescola con la finzione e il cinema è forse il mezzo che è più capace di mettere in forma i nostri desideri e le nostre fantasie. È questa subconscia consapevolezza a permetterci di condensare i nostri resoconti di esperienze piacevoli in un chiaro e conciso: “è come se fosse stato tutto un film!”.

E come ogni film ha un suo inizio e poi una fine, così questa esperienza è giunta al suo termine. Ma, non tutto è perduto: come ogni produzione che si rispetti, non si può che attendere il suo sequel. Ci rivediamo dunque il prossimo anno, alla nona edizione dell’Euro Balkan Film Festival.

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