FanDaSanremo: oltre la canzone. Cronache dal Festival DAY 2

Come ogni anno, Fuori Aula Network torna a raccontare il Festival di Sanremo con la rubrica quotidiana FAN da Sanremo.


A seguirlo dal campo sarà Matilde Carriero, inviata di FAN a Sanremo grazie alla borsa di residenza del circuito RadUni, insieme alla redazione — Maya Cordì, Giulia Gobbi, Emma Lanza, Vanessa Taranto — con la cura editoriale di Francesca Cecconi e Polimorfica APS.
Cominciamo…

Giorno 2 del FANDaSanremo

Secondo Giorno di Festival e quarto qui a Sanremo. Da quante cose sono successe e quante persone abbiamo visto, sembra di essere qui da un mese. Dopo aver controllato che l’occhiaia tattica fosse ancora lì e aver indossato – stavolta – le scarpe comode, siamo ripartiti all’insegna di una nuova e frenetica giornata sanremese!

Come avrete letto nell’articolo di ieri , la prima attività della mattina è sempre la diretta radiofonica di RadUni alle ore 12:00 presso l’hub di E.ON. Questa volta l’ospite ai microfoni dell’Associazione Radio Universitarie Italiane è stato Bandito (Antonio Meleddu), un giovane cantante emergente sardo che ci ha parlato del suo progetto.

In queste giornate Bandito si trova a Sanremo per suonare agli open stage di Ticket Master e Novi, con l’obiettivo di portare alta la bandiera della sua terra e raccontare i sacrifici che hanno segnato il suo percorso.

La nostra tote bag autografata

Come di consueto la diretta è terminata alle 14:00 e subito dopo ci siamo catapultate da Outpump, autorevole magazine digitale e cartaceo italiano che funge da punto di riferimento per la streetwear culture e lo stile di vita urbano, per assistere a un’intervista al rapper in gara Tredici Pietro (Pietro Morandi) tenuta da Antonio Giorgino, in arte Giovane Tony. L’incontro si svolgeva in un piccolo spazio molto accogliente e intimo, tanto da suscitarci la sensazione di partecipare a una chiacchierata tra amici.

Prima di riprendere la frenesia sanremese, però, non potevamo farci mancare l’autografo del giovane big in gara, che con piacere ha firmato la totebag di Fuori Aula Network ricevendo in cambio un adesivo della nostra radio… Chissà che non avremo un nuovo ascoltatore!

Una volta ripartite ci siamo rese conto che la giornata all’insegna della musica emergente sarebbe stata ancora mooooolto lunga. Ma non ci siamo demoralizzate. Durante il pomeriggio, infatti, ci aspettavano ben due concerti in programma.

Il primo, quello del già citato, Bandito, è stato un concerto in acustico, voce, chitarra e loop station durante il quale abbiamo potuto ascoltare alcune cover di canzoni italiane già note mescolate a pezzi del suo repertorio. 

FAN al concerto di Bandito

Una volta terminato, siamo ripartite in direzione di Piazza Borea D’Olmo dove si colloca lo spazio Factanza, per scambiare due parole con l’artista torinese Gabriele Rossi (classe 2001), pianista molto noto sui canali Instagram e Tik Tok.

Nell’intervista che potrete trovare sui nostri profili social, lo abbiamo ascoltato parlare della sua passione, nonché del suo lavoro, per poi passare all’immancabile fase di commento delle canzoni ascoltate durante la prima serata del Festival. Per ascoltare la sua opinione vi invitiamo a vedere l’intervista.

Ultima frenetica tappa, stavolta, in direzione Il Covo Rolling, uno degli spazi dedicati alla nota testata Rolling Stone, dove si sarebbe tenuto il concerto di Ele A, una giovane rapper di origini svizzere di soli 23 anni. Anche in questo caso abbiamo avuto l’onore di assistere a un concerto unplugged di sola voce e tastiera.

Prima di rientrare, ci siamo recati nuovamente nell’area hospitality di Casa Sanremo per vedere la seconda serata del Festival in compagnia di centinaia di altri colleghi giornalisti.

Nonostante ci fossimo accaparrate un posto in terrazza, non abbiamo resistito all’idea di ascoltare in live il big della scorsa edizione, Bresh, che si sarebbe esibito sul Suzuki stage, situato in piazza Cristoforo Colombo proprio sotto Casa Sanremo.

FAN a Casa Sanremo per la seconda serata

Ma veniamo direttamente alla serata della kermesse canora: quella di ieri, non si è rivelata una serata scoppiettante e oltre a portarci a casa la coreografia del jingle del Festival proposta dall’attore e comico italiano Lillo (Pasquale Petrolo), teniamo con noi anche una sensazione di maggiore rilassatezza percepita negli artisti che hanno calcato il palco per la seconda volta.

Passiamo subito a una analisi artistica. il tandem Fedez – Marco Masini sembra convincere molto il pubblico, sembrano molto più a loro agio rispetto alla prima uscita: meno rigidità, più ascolto reciproco, un equilibrio credibile tra generazioni e linguaggi che sulla carta potevano risultare inconciliabili.

Patty Pravo mantiene intatto il carisma, ma il brano non sembra all’altezza della sua storia artistica. Il duo LDA – AKA 7even fatica a scrollarsi di dosso l’impressione di un qualcosa di già sentito, un refrain riproposto…un cercare il tormentone con note certe.

Tommaso Paradiso offre una proposta coerente con il suo percorso, rassicurante ma priva di veri scarti, ma le sue groupie sono già attaccate al televoto. Levante e Le Bambole di Pezza si muovono su coordinate solide, senza picchi ma con professionalità di chi il mestiere lo fa da tempo e rabbrividisce, nel secondo caso, nel sentirsi chiamare “esordiente a Sanremo”.
Elettra Lamborghini, dal canto suo, ha puntato tutto su spontaneità e autoironia. La leggerezza con cui ha gestito palco e polemiche – compresa la stoccata contro i “festini” notturni (che ogni sera popolano Sanremo)– l’ha resa una presenza autentica, capace di bucare lo schermo senza forzature.
Enrico Nigiotti resta un interprete credibile e tecnicamente valido, ma propone una ballata che ricalca schemi già esplorati, senza aggiungere un reale scarto narrativo.
Chiello e Fulminacci sembrano i bravi della classe: svolgono il compito ma forse vorremmo qualcosa di più. Nayt divide: presenza elegante e controllo scenico, ma una dizione talvolta sfumata che rende il testo meno immediato.

La classifica parziale, che vede tra i più votati Ermal Meta, Fedez e Masini, LDA e AKA7even, Nayt e Tommaso Paradiso, suggerisce uno scarto tra percezione critica e risposta del televoto: segnale che il Festival, ancora una volta, si gioca sull’equilibrio instabile tra qualità artistica e consenso popolare.

Il momento più rilevante è stato l’intervento fuori concorso di Achille Lauro, che ha portato sul palco una performance costruita come un atto teatrale: luci ridotte, atmosfera raccolta, interpretazione intensa e volutamente trattenuta. Non la provocazione estetica a cui aveva abituato il pubblico in altre precedenti partecipazioni, ma una scelta di sottrazione. Il brano, una toccante interpretazione di Perdutamente, è stato dedicato alle vittime della tragedia di Crans-Montan, trasformando l’esibizione in un riconoscimento condiviso.

Al nostro rientro a casa, questa volta le lancette dell’orologio non segnavano notte fonda come la prima sera: appena le 2:40.

Si sa. Durante il Festival di Sanremo non si dorme, ma noi ci sentiamo carichi come sempre per ripartire il giorno successivo e pronti a cogliere tutte le opportunità che si presenteranno.

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